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La cittadina normanna di San Marco Argentano è l'erede dell'antica Argentanum, sita nella valle del fiume Fullone, a cavallo della via istmica che collega lo Jonio al Tirreno e ha alle spalle una lunga storia di insediamenti.
Durante il dominio di Sibari(720-510 a.C.)è designata col nome di Argyros come piccolo centro minerario dal quale si estrae l'argento per la coniazione dell'incuso(antica moneta sibarita).
Nel 390 a.C. viene annessa alla Confederazione lucana.
Nel 356 a.C., dopo la secessione dei Lucani, è annoverata, col nome di Argyrano, fra le dodici repubbliche bruzie che elevano Cosentia a capitale.
La zona,dove attualmente è ubicata la torre normanna, fino al principio del secolo scorso, ha ospitato gli Argentanesi che fondarono la nuova città di San Marco. ll primo documento, riferito alla nuova citta,infatti, è dell'anno 969. Sopravvisssuta in età bizantina, arroccata attorno al Castrum romano, la città si riaffaccia prepotentemente alla storia con la conquista normanna.

LA RINASCITA NORMANNA

Ai Normanni si deve la ricostruzione monumentale della città, chiaramente leggibile nella conformazione urbanistica, che rivela una complessa struttura organizzativa finalizzata alla sua difesa.
INormanni, valorizzando il primitivo insediamento di età longobarda e la naturale connotazione strategica del luogo, fortificano e inquadrano la nuova struttura della città circondandola di mura e di vie di comunicazione sotterranee. Come ci informa una relazione del 1692 esisteva un percorso di collegamento segreto tra la Torre e l'Abbazia della Matina. L'Abbazia, infatti, era un avamposto religioso-militare a controllo dell'antica via istmica tra lonio e Tirreno.

Edifici notevoli dell'età normanna

Sono sopravvissuti della primitiva età normanna: la Torre, la Cattedrale e l'Abbazia della Matina.

LATORRE

La Torre(detta di Drogone il Normanno)è una rara testimonianza di fortificazione militare del primo insediamento in Calabria. Fatta erigere da Roberto il Guiscardo (ilfurbo) nell'anno 1048 sulle rovine del Castrum romano, è costituita da un enorme tronco di cono detto ripellino (motta), che dalla parte più alta misuram. 15,50. Attraverso una scalinata, che conduce al ponte levatoio, si accede alla torretta. Questa, di origine romana, come dimostrano i conci squadrati, era utilizzata quale avamposto di manovra per l'accesso alla torre cilindrica.
L'ingresso, che immette nella terza sala, ad oltre sei metri dal livello de lripellino, colloca i lmonumento tra le opere di impostazione normanna, da non confondere con le numerose imitazion successive, come ad esempio la Torre di Tricarico.

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Centro Internazionale di Studi sull'arte dell'età normanno-sveva
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